mercoledì 7 agosto 2013

Realizzare un sito web

Per mettere online un sito internet professionale e di successo, è necessario seguire delle regole ben precise. Non basta soltanto dare sfogo alla propria fantasia e creare qualcosa che piaccia solo a chi il sito lo sta realizzando. È necessario mettere i così detti “paletti” per evitare di debordare e, alla fine, dare agli utenti un’idea sbagliata del proprio lavoro o della propria attività.

Il primo passo è innanzitutto capire che ad usufruire il sito internet non è tanto colui che lo realizza, ma gli utenti, destinatari ultimi del progetto. È a loro che ci si rivolge e, in un certo senso, è per loro che è stato creato il sito: per far in modo che possano conoscere l’azienda, i prodotti e i servizi che questa offre. Devono essere informati in maniera completa ma devono anche essere in grado di navigare con facilità all’interno del sito stesso. Oltre all’aspetto grafico, però, è fondamentale prestare attenzione anche all’aspetto testuale e più in generale contenutistico. Il sito deve essere, cioè, utile e funzionale. Inoltre, ogni pagina o scheda deve essere collegata in maniera pertinente con le altre, senza che queste siano “fotocopie”. Ognuna deve avere il suo carattere distintivo e la sua unicità.

Organizzazione dei contenuti
Prima di iniziare a realizzare il sito effettivamente, è bene decidere i suoi contenuti e come questi debbano essere organizzati al suo interno. È impensabile, infatti, “buttare” dentro tutto ciò di cui vogliamo parlare senza pianificare la posizione di ogni elemento. Ed è così che nascono i menù, ossia quelle etichette che aiutano a capire, al primo occhio, cosa un utente trova nel sito. Solitamente, una azienda vuole far conoscere la sua storia, la sua attività, i suoi prodotti/servizi e, elemento fondamentale, vuole farsi raggiungere da chi naviga. Quindi la sezione contatti deve essere facilmente reperita e compilata con i dati aziendali (nome referente, email, telefono, indirizzo).

A seconda della tipologia di pubblico a cui ci si rivolge, i contenuti e le categorie variano. Un’azienda produttrice di materiali avrà un sito impostato diversamente da un libero professionista, con sezioni più specifiche. La struttura più giusta che deve avere un sito è quella “a piramide inversa”: i contenuti più generali devono occupare pagine di primo livello, quindi devono stare nei menù immediatamente visibili, quelli più specifici costituiscono un secondo livello (sono, per esempio, i sottomenù e le sezioni  singole).

I contenuti
I contenuti sono senz’altro la parte più importante di un sito internet, sia che si tratti di contenuti testuali o di immagini. La loro accuratezza e originalità è una marcia in più e favorisce la “buona reputazione” del sito sui motori di ricerca. Se poi generano link, ancora meglio. Fondamentale, inoltre, è il loro costante aggiornamento.

I menù 
Fondamentali per aiutare gli utenti a navigare all’interno del sito internet. Per questo devono essere organizzati con criterio e ben chiari. Sono la prima cosa che si vede quando si entra nel sito, per questo motivo devono far capire subito cosa contiene una pagina ancora prima di entrarvi. Ogni menù deve indicare un argomento o un altro molto simile, e non deve avere un nome troppo lungo.

Aspetto grafico delle pagine: font, colori, dimensioni, lunghezza dei testi
L’aspetto grafico di una pagina deve essere il più semplice possibile. Niente scritte dai colori sgargianti, lettere troppo grandi, o stili fantasiosi. Un testo deve essere fruibile nella sua semplicità e non deve “infastidire” l’utente. Bando agli effetti speciali, a musiche che partono in automatico o animazioni di vario tipo.

Ogni pagina, inoltre, deve avere testi non troppo lunghi, suddivisi in paragrafi, con il giusto utilizzo di grassetti, corsivi e maiuscole quando servono veramente. Questo facilita di molto la lettura e già ad una prima occhiata permette di capire quali sono i concetti importanti.

Una volta online, il sito internet deve essere promosso e suoi contenuti diffusi tramite gli innumerevoli strumenti che offre il web. Importanti sono quindi i feedback, i riscontri, i commenti e i link in uscita.

giovedì 1 agosto 2013

CMS – Content Management System: quale scegliere?

Uno dei modi più facile e veloci per pubblicare online contenuti è dato dai CMS, ossia dai Content Management System. Questi sistemi di gestione dei contenuti permettono praticamente a chiunque abbia una certa dimestichezza con le nuove tecnologie, di svincolarsi da webmaster, e di creare in autonomia il proprio sito web.

Sul mercato, però, esistono diversi Content Management System, ognuno con le proprie caratteristiche. In generale, però, un buon CMS deve garantire come prima cosa:

  • Una raccolta di templates abbastanza varia da permette una scelta ampia.
  • La possibilità di integrare il CMS con i plugin.
  • Una struttura predisposta ad interagire con altre piattaforme come, per esempio, i social networks.
  • Aggiornamenti costanti che garantiscano la “il buono stato di salute” della piattaforma, anche in termini di sicurezza e portabilità.

Il tutto deve essere garantito da una squadra di sviluppatori più che competenti, in grado di risolvere qualsiasi imprevisto.

Di fatto, i principali CMS che si possono trovare online sono quattro. Quello più utilizzato, e anche più conosciuto, è Wordpress. Famoso per avere un interfaccia molto intuitiva e una facilità di pubblicazione, Wordpress è indicato per coloro che vogliono siti o blog di dimensioni contenute e pretese semplici di installazione e manutenzione.

Tuttavia, Wordpress non è il CMS più indicato se invece si ha la necessità di gestire siti più complessi. Per questo sono più opportuni Drupal e Plone. È anche vero, però, che questi due CMS richiedono conoscenze tecniche un po’ più specifiche perché non sono così intuitivi come Wordpress; inoltre le schermate di amministrazione più ricche di indicazioni.

Infine c’è Joomla, facile da configurare, anche se richiede maggiori ore di "studio" rispetto a Wordpress. Ma una volta capito il funzionamento le sue potenzialità sono di un certo livello, e sono adatte anche per siti più grandi. Unica pecca: un singolo contenuto è associato ad una sola pagina, e questo pone seri limiti nella realizzazione di strutture molto avanzate e nella creazione di contenuti personalizzati.

venerdì 19 luglio 2013

Foglio A4: perchè i lati misurano 21 x 29,7 cm?

L’A4 è indubbiamente il formato cartaceo più utilizzato, grazie alla sua praticità di utilizzo e di stampa. Ma questo, così come gli altri formati, ha misure molto precise legate ad altrettante logiche motivazioni. Innanzitutto, bisogna ricordare le misure effettive di un foglio A4 che sono 21 cm di larghezza per 29,7 cm di altezza.

In base a quale principio sono state stabilite queste misure?
Perché l’A4 deve avere "per forza"  i lati che misurano 21 x 29.7?

Alla base di questa scelta ci sono proprietà matematiche molto precise e funzionali. Bisogna sapere che in origine la carta viene prodotta in fogli molto grandi; solo successivamente questi vengono tagliati in parti più piccole. Tali fogli "giganti" misurano 1 metro quadrato (84,1 cm x 118,9 cm) e si indicano con la sigla A0, proprio per far capire che sono "fogli di origine".

Tagliando a metà il lato lungo dei fogli A0 si ottengono fogli più piccoli, i cosiddetti A1 (misure: 84,1 x 59,4 cm) che sono esattamente la metà del formato precedente. Continuando a tagliare lungo il lato maggiore dei vari fogli si hanno così i formati A2, A3 e, appunto, l’A4.

Interessante è vedere come, misurando le dimensioni di tutti i formati, il rapporto tra i lati è piuttosto costante e  pari a 1,41. In definitiva, quindi, il lato maggiore di un certo formato, una volta piegato, corrisponde al lato minore del formato più grande e viceversa.

Se si continua a dimezzare lungo il lato maggiore si ottengono formati ancora più piccoli come l’A5  e l’A6.

In ambito tipografico i formati più usati sono l’A0, l’A1, l’A2. Gli altri formati più piccoli sono più facilmente impiegati con stampanti e fotocopiatrici di uso comune.

mercoledì 10 luglio 2013

Banda larga e connettività: l'Italia è agli ultimi posti rispetto alla media europea

È di questi giorni la diffusione dei dati relativi alla diffusione della banda larga in Italia pubblicati dalla Commissione UE. E stando a quanto riportato nel rapporto annuale sullo stato dell'economia digitale nei paesi Unione Europea (che tiene conto dell'anno 2012), la situazione del nostro paese non è propriamente dei migliori.

Rispetto alla media europea, infatti, l'Italia si trova in fondo alla classifica per quanto riguarda la diffusione di internet ad alta velocità, con un utilizzo nelle abitazioni pari, soltanto, al 14%.
Dato assolutamente molto basso, se si pensa che la media in Europa sfiora il 54%.

Tale condizione è resa ancora più preoccupante dal fatto che quasi il 37,2% degli italiani non ha mai avuto accesso a internet, mentre anche in questo caso la media europea è nettamente inferiore (poco più del 22%).

Unico dato positivo per il nostro paese, se si vuole trovare un "merito", riguarda la frequenza di utilizzo della rete: chi vi accede, infatti, lo fa con una frequenza maggiore rispetto alla media degli altri paesi europei.

Resta di fatto, comunque, che ad essere critica è anche la stagnante competenza informatica e digitale degli italiani che non tende ad aumentare. Sempre secondo la Commissione Ue, entro il 2015 il numero di posti disponibili per gli specialisti in tecnologie informatiche e telecomunicazioni oscilleranno intorno ai 900 mila.

L'auspicio di tutti è quello che "l'Italia promuova ulteriormente investimenti nelle infrastrutture per aumentare la disponibilità della banda larga ad alta velocità".


Cos'è la banda larga?
La banda larga è un sistema di comunicazione che permette agli utenti di navigare su internet (o anche su reti locali) ad una velocità superiore ai 10 megabit/secondo.

mercoledì 26 giugno 2013

Google Places

Google Places è senza dubbio uno degli strumenti fondamentali che dovrebbe avere un’attività ai fini del proprio posizionamento. Il servizio, che è messo a disposizione da Google, il più importante e più influente motore di ricerca, dà la possibilità ai titolari di un’attività commerciale che vi siano iscritti, di inserire tutte le informazioni utili relative alla propria azienda, società, negozio (per esempio gli orari di apertura e chiusura, una descrizione, i recapiti e anche i file multimediali).

È chiaro, quindi, a questo punto, che registrarsi a Google Places è importante anche ai fini della propria presenza sui motori di ricerca. Infatti tutte le informazioni presenti in Places possono essere visualizzate anche in Google Maps.

Google Places è, in definitiva, una pagina di presentazione messa a disposizione delle aziende per farsi vedere dagli attuali e futuri clienti, e anche per ricevere un loro giudizio tramite commento.

giovedì 20 giugno 2013

Novità Facebook: arrivano gli hashtag!

Ci siamo! Finalmente anche Facebook si è messo al passo con gli altri social network e, da mercoledì 12 giugno, ha introdotto la possibilità di utilizzare gli hashtag.

La notizia era nell’aria da qualche mese, ma solo adesso il più famoso e usato  social ha deciso di adattarsi alla moda del “cancelletto”.
Gli hashtag, infatti, graficamente si distinguono dalla presenza di questo simbolo (#) e, proprio come succedeva ormai da tempo per twitter, google plus, pinterest e  instagram, trasforma la parola che lo segue in link.

Ma cosa sono gli hashtag e come funzionano?
Gli hashtag sono “etichette” che hanno la funzione di rendere più facile rintracciare discussioni su uno specifico argomento. Cliccando sopra la parola divenuta link grazie alla presenza del cancelletto, verranno visualizzate tutte le discussioni in cui è presente la parola che interessata. Gli hashtag sono in pratica una scorciatoia che i social network mettono a disposizione degli utenti per effettuare ricerche e filtrare discussione nel loro archivio. Con gli hashtag è inoltre possibile controllare quali sono i temi più discussi all’interno del social network.

Il funzionamento degli hashtag in Facebook è praticamente identico a quello di twitter: prima di digitare la parola che si vuole mettere in risalto, si deve inserire il tasto cancelletto # immediatamente seguito, appunto, dalla parola che diverrà link attivo. Una volta pubblicato il post, tutti gli amici, se cliccheranno sopra l’hashtag, potranno leggere tutte le discussioni fatte sull’argomento da altre persone. La presenza degli hashtag, fa però anche pensare che Facebook voglia impedire agli utenti di uscire dalla sua piattaforma, favorendo quindi il proprio sistema di ricerca interno.

Importante, a questo punto, è chiarire che gli hashtag in Facebook non comprometteranno la privacy dei suoi utenti. Gli iscritti al social network, cliccando sul link, potranno vedere solo i messaggi pubblicati dai propri amici o da quelle persone che hanno scelto di rendere liberi i loro post.

venerdì 14 giugno 2013

Come promuovere un sito internet

Creare un sito internet e pubblicare contenuti non è impresa impossibile, se si osservano poche e semplici “regole” di base. Il difficile è farlo vivere, farlo conoscere ad un pubblico sempre più vasto e diffondere i suoi contenuti attraverso la rete. Spesso e volentieri si pensa che quest’attività sia lunga e dispendiosa in termini economici. In realtà, ci sono dei mezzi, messi a disposizione anche gratuitamente, che permettono di “conquistare” una “fetta di mercato”, portando utenti sul proprio sito.

Primo tra tutti la rete sociale. Il potere dei social network, infatti, non è assolutamente da sottovalutare o da trascurare. In un mondo in cui, tutto è affidato alle nuove tecnologie, facebook,  twitter, google+ e altri social sono fondamentali se si vuole allargare la propria cerchia di clienti. Attenzione, però, non è detto che facebook, twitter e googole+ siano sempre adatti a tutti. Non è detto, in pratica, che questi si possano utilizzare indistintamente, perché uno non vale l’altro. Bisogna essere in grado di capire la psicologia del proprio pubblico e scegliere il mezzo di comunicazione più adatto.

siti internet Brescia

Un meccanismo molto simile a quello dei social network è quello dei social news. In questo caso, dopo aver effettuato il login, è sufficiente inserire il contenuto di introduzione/spiegazione relativo alla notizia o al prodotto che si vuole promuovere, compreso l’indirizzo web di riferimento. Anche in questo caso, però, bisogna prestare molta attenzione alla netiquette della rete. Non è consentito, per esempio, fare “copia-incolla” da un social news ad un altro. Il sistema, infatti, predilige sempre l’originalità del testo. È bene, quindi, armarsi di pazienza e scrivere un contenuto che sia pertinente a ciò che si vuole promuovere ma che non riprenda pari pari il testo originale. In rete esistono moltissimi social news, c’è solo l’imbarazzo della scelta: ok notizie di Virgilio, diggita, wikio, upnews, zic zac, blogsound.

Ovviamente, esistono anche altri modi più tradizionali per promuovere un sito internet come lo scambio dei link, lo scambio dei banner, il giusto posizionamento sui motori di ricerca, l’iscrizione alle newsletter.

Queste sono solo alcuni suggerimenti per promuovere il proprio sito internet. La regola principale, però, rimane la qualità dei contenuti e la costante gestione del sito che, solo col tempo, crescerà e si farà conoscere.